Il Mondo della Fotografia Josef Sudek Josef Sudek a Milano, nel 2018

Josef Sudek a Milano, nel 2018

 

 

 

Josef Sudek

 

Topografia delle macerie

 

Praga 1945

 

Palazzo Reale

Milano

 

06/05 – 01/07/2018


Palazzo Reale Milano

 

PROGETTO SUDEK

 

 

Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, il fotografo Josef Sudek (1896–1976) scese per le strade di Praga per documentare i danni causati dalla guerra. Il risultato fu un’insolita collezione di quasi quattrocento fotografie, sia di natura documentaria che artistica, che immortalano edifici distrutti, statue smantellate e misure di protezione antincendio e antiaerea. La collezione di questi negativi è ora conservata presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca a Praga.

La mostra presenta quaranta di queste fotografie inedite sotto forma di nuovi ingrandimenti. Palazzo Reale a Milano ospita una ripresa del progetto espositivo, già presentato a Düsseldorf e in una versione ampliata a Praga (fino al 19 agosto 2018), che proseguirà a Roma, Parigi, Varsavia e Mosca.

Praga evitò gli attacchi aerei per quasi tutta la durata della guerra, subendo bombardamenti solo nel 1945. Due eventi storici di quell’anno si riflettono maggiormente nel soggetto delle fotografie di Sudek. Il primo fu il bombardamento errato di Praga da parte degli aerei alleati il ​​14 febbraio, che colpì in particolare i monumenti della parte meridionale del centro storico (i quartieri praghesi di Nové Město e Vinohrady).

Tra questi, Sudek si concentrò principalmente sull’area del Monastero di Emmaus, gravemente danneggiato, nei cui interni fu colpito dalla poetica nascosta delle rovine e del disordine, o dalla luce che penetrava attraverso i soffitti crollati.

Dal 5 al 9 maggio 1945 ebbe luogo la cosiddetta Rivolta di Praga, che portò pace e liberazione, ma a costo di danni fatali al Municipio della Città Vecchia. Tra i monumenti storici devastati in quel periodo, Sudek documentò maggiormente l’area di Piazza della Città Vecchia con il suo rinnovato fermento urbano.

Il terzo gruppo che interessò Sudek come soggetto artistico a sé stante fu il magazzino di statue e campane confiscate a Maniny, nel porto sul fiume Moldava, nel quartiere praghese di Holešovice, dove fotografò principalmente statue di monumenti praghesi e campane di chiese, impilate in composizioni casuali dal tono surrealista.

La collezione comprende anche singole immagini di piedistalli in spazi pubblici, privati ​​di queste “loro” statue durante l’occupazione, di carri armati, che spesso cambiarono a lungo l’aspetto di molte piazze praghesi, o di una barricata abbandonata di Praga.

 

– dal testo di accompagnamento alla mostra

 

Manifesto della mostra JPG

Cartolina A5 PDF

 


 

Colophon:

Autore delle fotografie: Josef Sudek

Curatori della mostra: Mariana Kubištová, Vojtěch Lahoda, Katarína Mašterová

Autore dei nuovi ingrandimenti: Vlado Bohdan

Video: Adéla Kremplová

Architetti: Barbara Zedková e Lenka Mrzílková (Studio Miaow), TA Design (Milano)

Regolazione fotografica: Tereza Cíglerová, Kateřina Doležalová, Barbara Gajewská, Petra Šemíková

Progetto grafico: Martin Groch e Tim+Tim, TA Design (Milano)

Installazione: TA Design

Traduzioni in italiano: Prof.ssa Anna Maria Perisutti

Produzione: Radka Neumannová, Katarína Mašterová, Tereza Koucká, Jitka Zámorská

Ringraziamenti: Palazzo Reale, Expowall, Comune di Milano, Radka Neumannová, Adam Havlík, Markéta Janotova, Adéla Kremplová, Tereza Koucká, Taťjana Langášková, Jan Mlčoch, Martin Pavlis, Veronika Řeháčková, Jitka Štětková, Jitka Zámorská 

 

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