Il Mondo della Fotografia Friends of Florence,Il Restauro AL MUSEO HORNE IL SAN ROCCO DI BARTOLOMEO DELLA GATTA RESTAURATO GRAZIE AI FRIENDS OF FLORENCE

AL MUSEO HORNE IL SAN ROCCO DI BARTOLOMEO DELLA GATTA RESTAURATO GRAZIE AI FRIENDS OF FLORENCE

Al termine di un complesso restauro il dipinto raffigurante San Rocco di Bartolomeo della Gatta torna a raccontarsi al Museo Horne di Firenze. L’intervento è stato eseguito da Valeria Cocchetti e Daniele Ciappi di Restauro Dipinti Studio 4 srl, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza di Firenze, ed è stato reso possibile grazie al dono di Donna Curry, Mary Mochary e Donato Massaro, attraverso la Fondazione Friends of Florence.

“Una volta di più la Fondazione Friends of Florence è intervenuta a favore della nostra istituzione, commenta Elisabetta Nardinocchi direttrice del Museo, in questo caso sostenendo un restauro di particolare complessità per le vicissitudini storiche attraversate dal dipinto. Al mio grazie si unisce quello del Presidente della Fondazione Horne, prof. Antonio Paolucci e, idealmente, quello dello stesso Herbert Horne che, acquistando la tavola nel 1909, aveva annotato dei molti guasti che il tempo aveva inferto all’opera, considerandola tuttavia tra le cose migliori di Bartolomeo della Gatta”.

“Lavorare con il Museo Horne per conservare i suoi capolavori è sempre una bella esperienza, sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda Presidente di Friends of Florence. Dopo il restauro dell’album di disegni di Giovan Battista Tiepolo, ed altri progetti realizzati all’interno del museo, l’intervento sul San Rocco ci vede nuovamente attivi per la Fondazione Horne, istituzione che ci sta particolarmente a cuore per l’affinità di pensiero tra Herbert Percy Horne e Friends of Florence. Ringrazio la Dott.ssa Elisabetta Nardinocchi, Direttrice del museo, per averci coinvolto in questo progetto, la restauratrice Valeria Cocchetti che con tutti i suoi collaboratori ha realizzato il lavoro e i donatori poiché senza il loro contributo tutto questo non sarebbe stato possibile.”

L’OPERA

Il dipinto è da identificare con quello descritto da Giorgio Vasari nella Vita di Bartolomeo della Gatta, che lo aveva eseguito per la chiesa servita di San Pier Piccolo ad Arezzo presumibilmente dopo che, tra il 1485 e il 1486, la peste aveva nuovamente colpito la città. A questa data il maestro era da poco tornato ad Arezzo, forte dell’esperienza maturata nel cantiere romano della cappella Sistina. Il dipinto rimase nel convento fino al 1860, purtroppo gravemente danneggiato dalle soldatesche che l’anno precedente erano state lì alloggiate. Sommariamente ricomposto e pervenuto sul mercato antiquario, fu acquistato da Herbert Horne nel 1909 e sottoposto a interventi di restauro nel 1928 e nel 1963 che tuttavia, a causa delle ampie ridipinture e di inadeguati interventi al supporto, portarono vari studiosi a negare l’identificazione con l’opera citata dal Vasari. Oggi, grazie alla puntuale ricostruzione delle testimonianze documentarie, all’acquisizione di una serie di fotografie storiche che documentano i progressivi interventi e, soprattutto, grazie alla restituzione della sua leggibilità, può finalmente essere con sicurezza identificato con la tavola ammirata dal Vasari.

IL RESTAURO

Il “San Rocco” di Bartolomeo della Gatta è un dipinto su tavola cuspidata dove il Santo spicca in primo piano con dimensioni prossime al reale. L’opera ha subìto nel tempo numerose vicissitudini legate sia a vicende storiche che a problemi intrinseci alla tecnica esecutiva, arrivando ai giorni nostri in precario stato di conservazione. I problemi principali erano dovuti ai movimenti del supporto ligneo, che avevano provocato il sollevamento e la perdita di numerose porzioni di colore originale: già nel passato si era cercato di provvedere al degrado ridipingendo le mancanze e apponendo sul retro una pesante traversatura fissa in ferro.

Tale intervento, oltre che non risolutivo, è risultato nel tempo ulteriormente deleterio bloccando i naturali movimenti del legno e comprimendo il soprastante colore originale. Il dipinto è perciò giunto ai giorni nostri con ulteriori perdite di colore e sollevamenti diffusi su tutta la superficie pittorica. L’attuale intervento di restauro ha perciò previsto la rimozione della traversatura in ferro, sostituita con un sistema di tre traverse a giunti elastici in grado di sostenere, ma anche assecondare i naturali assestamenti del supporto ligneo.

L’intervento ha portato anche al recupero della corretta planarità superficiale: il legno ha infatti ripreso la sua naturale curvatura con grande vantaggio per film pittorico. E’ stato quindi possibile procedere con il consolidamento dei sollevamenti e la messa in sicurezza del colore originale. Per quanto riguarda l’intervento di pulitura si è proceduto adottando il criterio di minimo intervento: le vicissitudini subìte dal colore originale non garantivano il corretto recupero dell’immagine pittorica, ormai storicizzata, suggerendo invece una pulitura di tipo superficiale, mirata alla valorizzazione dell’insieme.

Le perdite di colore sono state quindi integrate pittoricamente e le precedenti ridipinture, alcune delle quali alterate, sono state recuperate cromaticamente equilibrandole al livello di lettura acquisito. Non si è trattato quindi di un restauro di rivelazione, ma un intervento focalizzato sul recupero delle migliori condizioni di stabilità e conservazione volte alla fruizione futura dell’immagine dipinta.

SCHEDA TECNICA:

San Rocco, tempera su tavola, cm 189 x 83 Autore: Bartolomeo della Gatta Datazione: 1485-1486 Ubicazione: Museo Horne, inv. 24

Il restauro è stato reso possibile grazie al dono di Donna Curry, Mary Mochary e Donato Massaro, attraverso la Fondazione Friends of Florence.

Direzione lavori: Restauro Dipinti Studio 4 srl sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Firenze, dott.ssa Maria Cristina Masdea.

Consolidamento del colore, pulitura, integrazione pittorica: Valeria Cocchetti

Restauro del supporto ligneo: Daniele Ciappi con la Consulenza di Ciro Castelli

Indagini fotografiche digitali (Infrarosso bianco/nero, Infrarosso falso colore, Fluorescenza Ultravioletta) e documentazione fotografica nel visibile: Daniele Ciappi

Friends of Florence, www.friendsofflorence.org

Comunicazione:

Elisa Bonini ph. +39 333 6729563

email: elisaboniniitaly@friendsofflorence.org

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